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Dimissioni Volontarie

Come lasciare il lavoro nel modo giusto

Vuoi lasciare il tuo lavoro? Le dimissioni volontarie hanno regole precise: devono essere fatte online, serve il preavviso e hai diritto al TFR. Questa guida ti spiega tutto passo dopo passo, in modo semplice e chiaro.

Cosa sono le dimissioni volontarie?

Le dimissioni volontarie sono la tua decisione di lasciare il posto di lavoro. Dal 2016, per evitare le 'dimissioni in bianco', devono essere presentate esclusivamente in forma telematica tramite il portale del Ministero del Lavoro.

La tua scelta, il tuo diritto

Puoi dimetterti in qualsiasi momento, senza dover dare una motivazione. È un diritto garantito dalla Costituzione (art. 36). Il datore di lavoro non può rifiutare le tue dimissioni.

Solo online dal 2016

Le dimissioni devono essere inviate tramite il portale ClicLavoro del Ministero del Lavoro. Le dimissioni scritte a mano, via email o verbali NON hanno valore legale (con poche eccezioni).

Eccezioni alla procedura online

Non serve la procedura telematica per: lavoratori domestici (colf/badanti), lavoratori marittimi, periodo di prova, dimissioni in sede protetta (ITL, sindacato). In questi casi bastano le dimissioni scritte.

Procedura telematica: come fare

La procedura è semplice ma deve essere seguita con precisione. Ecco i passaggi.

4 passi per le dimissioni volontarie

Passo 1: Accedi con SPID o CIE

Vai sul portale servizi.lavoro.gov.it e accedi con SPID, CIE o CNS. Se non hai SPID, puoi delegare un patronato, un sindacato o un consulente del lavoro.

Passo 2: Compila il modulo

Inserisci i dati del datore di lavoro (codice fiscale, ragione sociale), la data di inizio rapporto, il tipo di contratto e la data dell'ultimo giorno di lavoro. Indica se sono dimissioni volontarie o per giusta causa.

Passo 3: Invia e scarica la ricevuta

Clicca 'Invia'. Il sistema genera un modulo con un codice identificativo e una marca temporale. Il datore di lavoro riceve automaticamente la comunicazione. Scarica e conserva la ricevuta.

Alternativa: tramite patronato

Se non riesci con la procedura online, vai a un patronato (CGIL, CISL, UIL) o da un consulente del lavoro. Il servizio è gratuito al patronato. Il consulente potrebbe chiedere un compenso.

Il preavviso: quanto dura?

Il preavviso è il periodo che devi lavorare dopo aver comunicato le dimissioni. La durata dipende dal tuo CCNL (contratto collettivo), dall'anzianità e dal livello di inquadramento.

Preavviso per CCNL e anzianità (giorni di calendario)

Verifica sempre il tuo contratto collettivo per il dato esatto

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Come calcolare il preavviso

La durata è stabilita dal tuo CCNL. Esempi: Commercio: 15-120 giorni. Metalmeccanico: 7 giorni-4 mesi. Pubblico impiego: 1-4 mesi. Controlla il tuo contratto collettivo per il dato esatto.

Mancato preavviso = indennità

Se non lavori durante il preavviso, il datore può trattenerti l'indennità di mancato preavviso dalla busta paga finale. Corrisponde alla retribuzione che avresti percepito durante il preavviso.

Esonero dal preavviso

Il datore può esonerarti dal preavviso (ti paga comunque il periodo). Oppure potete accordarvi per un preavviso più breve. In caso di giusta causa, non c'è preavviso.

Da quando decorre

Il preavviso decorre dal giorno successivo alla ricezione delle dimissioni da parte del datore. Molti CCNL prevedono che il preavviso decorra dal 1° o dal 16° del mese.

Dimissioni per giusta causa

Se il datore di lavoro ha commesso gravi violazioni, puoi dimetterti per giusta causa. In questo caso NON devi dare il preavviso e HAI diritto alla NASpI.

Dimissioni volontarie vs giusta causa

Quando è giusta causa

Mancato pagamento dello stipendio, mobbing, molestie, mancato versamento dei contributi, trasferimento non giustificato, modifica peggiorativa delle mansioni, gravi violazioni della sicurezza sul lavoro.

Vantaggi importanti

Con la giusta causa: nessun preavviso (ti spetta l'indennità sostitutiva), diritto alla NASpI (disoccupazione), diritto al risarcimento danni. Devi indicare 'giusta causa' nel modulo telematico.

Raccogli le prove

IMPORTANTE: prima di dimetterti, raccogli tutte le prove della violazione (email, buste paga, testimoni, certificati medici). Se il datore contesta la giusta causa, dovrai dimostrarla al giudice.

TFR e ultima busta paga

Quando ti dimetti, hai diritto a ricevere il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) e l'ultima busta paga con tutte le competenze maturate.

TFR: quando lo ricevi

Il TFR deve essere pagato alla cessazione del rapporto. I tempi variano: alcune aziende pagano con l'ultima busta paga, altre entro 30-45 giorni. Se lasciato in azienda, lo ricevi subito. Se in un fondo pensione, resta nel fondo.

L'ultima busta paga

Deve contenere: stipendio fino all'ultimo giorno lavorato, ferie non godute (pagate), permessi non goduti (pagati), ratei di tredicesima e quattordicesima, eventuali straordinari. Meno: indennità di mancato preavviso (se applicabile).

Come si calcola il TFR

Il TFR si calcola: retribuzione annua lorda ÷ 13,5 per ogni anno di lavoro, rivalutata annualmente (1,5% fisso + 75% dell'indice ISTAT). Esempio: con RAL di €25.000, maturi circa €1.851 all'anno.

Tassazione del TFR

Il TFR viene tassato con la tassazione separata (non si somma al reddito annuale). L'aliquota media è generalmente più bassa dell'IRPEF ordinaria. Si applica l'aliquota media degli ultimi 5 anni.

NASpI: ho diritto alla disoccupazione?

La risposta dipende dal tipo di dimissioni. Non tutte le dimissioni danno diritto alla NASpI.

Diritti per tipo di dimissioni

100% = hai diritto, 0% = non hai diritto

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Dimissioni volontarie: NO NASpI

Se ti dimetti volontariamente, NON hai diritto alla NASpI. La disoccupazione è riservata a chi perde il lavoro involontariamente (licenziamento, fine contratto a tempo determinato).

Giusta causa: SÌ NASpI

Se ti dimetti per giusta causa (stipendi non pagati, mobbing, ecc.), HAI diritto alla NASpI. Devi dimostrare la giusta causa all'INPS con documentazione adeguata.

Risoluzione consensuale: dipende

La risoluzione consensuale in sede protetta (ITL o sindacato) dà diritto alla NASpI. La risoluzione consensuale semplice (accordo privato) generalmente NO, tranne se avviene per rifiuto di trasferimento.

Procedura dimissioni telematiche

Revocare le dimissioni

Hai cambiato idea? Puoi revocare le dimissioni entro 7 giorni dalla data di invio sul portale telematico.

7 giorni per ripensarci

Hai 7 giorni di calendario dalla data di trasmissione per revocare le dimissioni. Devi farlo sempre tramite il portale ClicLavoro, con la stessa procedura. Il datore di lavoro NON può rifiutare la revoca.

Come revocare

Accedi al portale servizi.lavoro.gov.it con SPID/CIE, cerca le dimissioni inviate e clicca 'Revoca'. Il sistema invierà la revoca al datore di lavoro. Conserva la ricevuta.

Dopo 7 giorni: troppo tardi

Dopo i 7 giorni, non puoi più revocare unilateralmente. Puoi solo chiedere al datore di riassumerti, ma non è obbligato ad accettare. Per questo è importante riflettere bene PRIMA di inviare.

I tuoi diritti quando ti dimetti

Anche se ti dimetti volontariamente, hai diritti importanti che il datore deve rispettare.

TFR: sempre dovuto

Il TFR ti spetta SEMPRE, indipendentemente dal motivo della cessazione. È un tuo diritto maturato. Se il datore non lo paga, puoi agire legalmente.

Ferie e permessi non goduti

Le ferie e i permessi non goduti devono essere pagati nell'ultima busta paga. Se il datore ti chiede di 'consumarli' durante il preavviso, deve essere un accordo, non un obbligo.

Certificato di lavoro

Hai diritto a un certificato di servizio che attesti il periodo lavorato, la qualifica e le mansioni svolte. Il datore è obbligato a rilasciarlo su richiesta.

Verifica dei contributi

Controlla sul sito INPS che tutti i contributi siano stati versati correttamente fino all'ultimo giorno. Se mancano contributi, hai 5 anni per fare una segnalazione all'INPS.

Diritti del lavoratore alle dimissioni

Errori comuni da evitare

Molti lavoratori commettono errori costosi quando si dimettono. Ecco i più frequenti.

Dare le dimissioni verbali o via email

Le dimissioni verbali, scritte a mano o via email NON sono valide (salvo eccezioni). Solo la procedura telematica ha valore legale. Se non invii le dimissioni online, risulti ancora dipendente.

Non rispettare il preavviso

Se non lavori durante il preavviso senza accordo, il datore trattiene l'indennità di mancato preavviso. Può valere 1-4 mesi di stipendio. Un errore costoso e facilmente evitabile.

Dimettersi di impulso

Prima di dimetterti: hai un nuovo lavoro? Hai calcolato il TFR? Hai considerato i contributi? Non hai diritto alla NASpI con dimissioni volontarie. Pianifica PRIMA, dimettiti DOPO.

Non documentare la giusta causa

Se ti dimetti per giusta causa senza prove, rischi di perdere la NASpI e l'indennità di preavviso. Raccogli TUTTO prima: email, buste paga incomplete, testimonianze, visite mediche.

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Domande frequenti sulle dimissioni volontarie

Le dimissioni devono essere fatte online?

Sì, dal 2016 le dimissioni devono essere inviate tramite il portale telematico del Ministero del Lavoro (servizi.lavoro.gov.it). Eccezioni: lavoro domestico, periodo di prova, lavoratori marittimi.

Quanto preavviso devo dare?

Dipende dal tuo CCNL, dall'anzianità e dal livello. Commercio: 15-120 giorni. Metalmeccanico: 7 giorni-4 mesi. Controlla il tuo contratto collettivo o chiedi al sindacato.

Posso dimettermi senza preavviso?

Sì, ma il datore può trattenerti l'indennità di mancato preavviso dalla busta paga finale. L'unica eccezione: le dimissioni per giusta causa non richiedono preavviso.

Ho diritto alla NASpI se mi dimetto?

No, le dimissioni volontarie non danno diritto alla NASpI. Eccezione: le dimissioni per giusta causa (stipendi non pagati, mobbing, ecc.) danno diritto alla NASpI.

Posso revocare le dimissioni?

Sì, hai 7 giorni di calendario dalla data di invio per revocare le dimissioni tramite lo stesso portale telematico. Dopo 7 giorni, non è più possibile.

Quando ricevo il TFR?

Il TFR deve essere pagato alla cessazione del rapporto. In pratica: con l'ultima busta paga o entro 30-45 giorni. Se il TFR è in un fondo pensione, resta nel fondo.

Cosa succede alle ferie non godute?

Le ferie non godute vengono pagate nell'ultima busta paga come indennità sostitutiva. Lo stesso vale per i permessi non goduti e i ratei di tredicesima/quattordicesima.

Posso dimettermi durante la malattia?

Sì, puoi dimetterti anche durante la malattia. Il preavviso decorre normalmente. Se sei in malattia durante il preavviso, il periodo di malattia NON sospende il preavviso.

Le dimissioni durante la gravidanza sono valide?

Sì, ma con tutele speciali. Le dimissioni durante la gravidanza e fino a 3 anni del figlio devono essere convalidate dall'Ispettorato del Lavoro. In questo caso hai diritto alla NASpI.

Cos'è la risoluzione consensuale?

È un accordo tra te e il datore per terminare il rapporto. Se fatta in sede protetta (ITL, sindacato), dà diritto alla NASpI. Se fatta privatamente, generalmente no.

Posso essere costretto a dimettermi?

No. Le dimissioni forzate (sotto minaccia o pressione) possono essere impugnate. La procedura telematica è stata introdotta proprio per evitare le 'dimissioni in bianco'.

Devo firmare qualcosa in azienda?

No. Le dimissioni sono valide solo tramite il portale telematico. L'azienda potrebbe chiederti di firmare documenti interni, ma questi non sostituiscono la procedura online.

Quanto costa dimettersi?

La procedura telematica è gratuita. Se vai al patronato, il servizio è gratuito. Un consulente del lavoro potrebbe chiedere €50-150. Non ci sono costi aggiuntivi.

Posso dimettermi durante il periodo di prova?

Sì, e in questo caso non serve la procedura telematica. Bastano le dimissioni scritte (anche una email). Non c'è preavviso e la cessazione è immediata.

Cosa succede ai buoni pasto non usati?

I buoni pasto non usati generalmente non vengono rimborsati, perché non sono retribuzione ma un benefit. Controlla il tuo CCNL o accordo aziendale per eventuali eccezioni.

Questa guida è a scopo informativo e non sostituisce la consulenza legale professionale. Le leggi possono cambiare. Per casi specifici, consulta un avvocato.